Agostino Schiaffino, Memorie di Genova

1640





1 - (168 v.) Li 4 genaro il Padre Fra Steffano Palma, Generale della Congregatione di San Bartolomeo delli Armeni, visita la chiesa e vi sente messa. Venne a compire col Vescovo di Parma.

2 - Li 9, per fortuna di mare, si teme che patiscono le navi nel porto e si conobbe il beneficio del nuovo muolo. Si portano, come in simili casi si suole, sul muolo vecchio le Sacre Ceneri di San Giovanni Battista. A mezzo dì cessa il vento e manca l’impeto e furore dell’onde.

3 - Non passa la posta dell’ascritione proposta dalla legge.

4 - Li 18 genaro muore nella città [di] Caglieri nella Sardigna Gio Andrea Doria Prencipe di Melfi, quinto Re [1] di quell’isola. Fu il suo corpo portato alla sua Patria e sepelito in Lovano nella sepoltura di suo padre nella chiesa de Carmelitani Scalsi.

5 - La sera di 7 febraro, a qualche hore di quella notte in Genova, nella andare in veglia fu preso il Signor Gio Battista Spinola q. Petri et condotto in luogo particolare a forsa da Napolione Spinola suo creditore, onde volendo far qualche resistenza li fu data un’archibugiata, doppo di che fu rilasciato in suo podere e si muore.

6 - Li 8 vien nuova che Don Carlo Doria Duca di Tursi sii stato fatto Grande di Spagna dal Re Cattolico, cioè di quelli che si coprono dinanzi a lui.

7 - Li 7 il Signor Agostino Pallavicino fu assoluto dal sindicato dal Magistrato de Supremi et come Procuratore a vita cominciò ad officiare.

8 - Nel principio di febraro il Magistrato delli Inquisitori di Stato dà bando di sei anni di relegatione nella Sicilia a N Vigieni, Dottor di leggi e bando ordinario di 4 anni ad Andrea Celle.

9 - Il Magistrato della Sanità dà bando al traffico di Lione di Francia per contagione di peste.

10 - Li 4 di marzo il Vescovo di Parma, nella casa ove continuava ad abitare del Signor Gio Maria Cannale, dà la prima tonsura a Gio Carlo, figlio del Signor Isnardo Cattaneo, nobile genovese, con licenza del Vicario Archiepiscopale.

11 - (169 r.) Li 10, in Genova, nella chiesa di San Mateo si fanno le esequie publiche al morto Prencipe Doria e reccitò una bellissima oratione funerale il Padre Andrea Semino, Giesuita. Vi fu gran concorso di nobiltà.

12 - Li 15 di marzo fu elletto Capitano di Sestri il Signor Pietro Francesco Grimaldo.

13 - L’ultimo di marzo, colle galee della Republica, ritorna di Roma Monsignor Francesco Durazzo, Vescovo di Brugnato e figliuolo del Doge, per passare alla ressidenza della sua chiesa.

14 - Il dì di Pasqua, li 8 d’aprile, una tormenta fiera di mare conquassa con suo molto danno il nuovo muolo. Una nave olandese si disferra e dà ne ponti. Pericolano alcuni pochi navigli nel porto. Forno portate sul muolo le Sacre Ceneri di San Giovanni Battista e nell’apparire di quelle cessa di subito. Cessa la tormenta mancando il vento lebechio che la moveva.

15 - Li 18, per tutto il dì e per la notte seguente, soffiò vento da tramontana così impetuosamente che per qualche parti fece danni notabili ne tetti delle case, ne boschi e nelle ville, dando a terra gran numero d’alberi d’ogni spezie.

16 - Li 21 aprile, il sabato, il Doge Durazzo fu coronato nella sala maggiore del Palaggio Publico e recitò l’oratione Camillo Mari e li 22, domenica, nella chiesa del Giesù, fu ricevuto da Monsignor Francesco Durazzo, Vescovo di Brugnato, suo figlio.

17 - Li 26 aprile si destò quasi di repente una fortuna di mare e temendosi di danno nel porto si portano sul muolo le Sacre Ceneri di San Giovanni Battista e cessa.

18 - Il Magistrato della Sanità sospende il comercio di Lengua d’Oca per sospetto di contagione di peste e poco doppo della Provenza e dello Stato d’Avignone.

19 - Gio Antonio Saoli, genovese, dichiarato Tenente del Re Cattolico dello stuolo delle galee di Sardigna. Aprile.

20 - Francesco Maria Spinola di Gio Nicolò, eletto Comissario nella Riviera di Ponente per le dilligenze de sospetti della contagione della peste, ricusa.

21 - Li 19 di maggio il Senato per suo decreto risolve e fa ordini che i Colleggi col Doge il dì seguente, domenica, infra l’Ottava dell’Assentione, nel qual dì la Diocesi genovese celebra e recita l’offizio della translatione delle Sacre Ceneri di San Giovanni Battista, visitino nella Catredale esse Sacre Ceneri e vi assistino alla messa maggiore. Così ogni anno, in esso giorno nell’avenire.

22 - (169 v.) Colla posta de 18 maggio di Roma vien nuova che il Pontefice habbi data l’allegatione [2] di Bologna al Cardinale Steffano Durazzo, Arcivescovo di Genova, che tuttavia dimorava in Roma.

23 - Li 24 maggio il Senatore Tomaso Raggio parte di Genova di nascosto, o si nasconde di repente senza farne parte ad alcuno, sendo in questione con Felice Pallavicino, bandito absente che si ritrovava alla Cabella suo luogo, che insidiava di vita esso Raggio che passeggiava e teneva molte guardie in casa. Fu detto che passava a stanziare a Roma e che havesse in sua casa fatto priggione un certo Caprile e fattolo morire a tormenti senza confessione, volendo che confessasse certa pratica, per essere stato il Caprile huomo di maneggi et era molti giorni che mancava in Genova e che saputosi il fatto nel Senato fusse ordine uscito che se quella mattina compariva in Palazzo fusse rittenuto.

24 - Il Duchino Doria, fratello del defunto Prencipe, fatto dal Re Cattolico quinto Re [3] di Sardigna. Così viene nuova.

25 - Li 8 giugno vien nuova certa che Gio Benedetto Lomellino q. Geronimo, Mastro di Campo nel campo cattolico del Marchese di Leganes, Governatore di Milano, sii stato leggiermente ferito e fatto priggione da Francesi nel Piemonte e poi da loro ucciso.

26 - Li 7 detto in Milano fu ucciso d’archibugiata da persona incognita Agostino Doria q. Gio Carlo, che fu colui che in Genova uccise Ancellino Salvago. Né si sa d’onde venisse l’ordine di questa morte.

27 - Felice Pallavicino, che dimorava al suo luogo della Cabella, scuopre un trattato di veneno ordito contro di lui da alcuni suoi adherenti ad instanza, si disse, di Tomaso Raggio. Fa perciò archibugiare tre d’essi, fra quali furono due Repetti banditi di Genova.

28 - Circa la mettà di giugno muore in Sarzana sua Patria, Monsignor Agostino Mascardi, Cameriere d’honore del Pontefice et scrittore celebre.

29 - Li 16 in Genova si sospende ... per contagione.

30 - Li 2 di luglio Monsignor Pompeo Carnazzano, Vescovo di Parma, che sino a questo giorno si era trattenuto in Moltedo vicino al monastero, nella casa della marina di Gio Maria Canale, passa a stanziare a Marassi temendo questa aria.

31 - (170 r.) Li 2 di luglio comparve una armata di mare francese di 17 galee e 22 navi guidate dall’Arcivescovo di Bordeos. Ricapita nel porto di Vado. Si mostra per qualche dì nell’alto del mare.

32 - Li 17 vien nuova certa che le navi dell’armata sudetta, separate dalle galee, sopra Monaco habbino prese senza combattere 8 navi (4 inglesi, 3 olandesi et una namborghese) carriche di ricche merci che portavano nella Spagna e più oltre, partitesi di conserva da Livorno, con che restò danneggiata la Piazza di Banchi, per quanto si calculò, di 600.000 scudi.

33 - Li 18 si vede nell’alto del mare navigare lo stuolo delle galee che ritornavano di verso Levante, ove nel golfo della Spezia e nella Riviera di Levante fece qualche insolenze a navigli minori. Navigava con esso l’Arcivescovo condottiere che con una filuca entrò nel porto di Genova et il vidde minutamente ritornandosi poi a galea.

34 - Il Palaggio publica un bando di testa a Tomaso Raggio per havere fatte carceri private, dati tormenti e morte a Domenico Caprile per cavare da lui certa confessione.

35 - Si intende che il Marchese di Leganes, Governator di Milano, habbi dato bando a tutti i religiosi zoccolanti di San Francesco di natione genovese dal Dominio di quello Stato sotto titolo d’essere confidenti a Francesi et il vero fu per non havere essi Padri eletto nel capitolo provinciale la persona che si desiderava, celebrato in Genova, nel quale fu eletto il Padre Fra Evangelista Panexi.

36 - Li 26 entra nel porto di Genova uno stuolo di 18 galee cattoliche governate dal Duca di Ferandina, venendo di Spagna.

37 - Particolari genovesi, interessati di grosse somme nelle merci carricate nelle 8 navi prese dallo stuolo delle navi francesi di sopra, mandano alcuni a Tolone a negoziare coll’Arcivescovo di Bordeos i loro interessi con fine d’ottenere il fatto loro, come robba da mercadanti genovesi traggitata per traffico.

38 - Principio di agosto: il Senato dà porto libero a Genova allo stuolo (170 v.) delle galee cattoliche dette di sopra.

39 - Li 9 di agosto comparve l’armata di galee e di navi francesi nell’alto del mare sopra Genova e li 10 si calò sopra San Pier d’Arena a 2 miglia, fermandovisi colà poi in bocca di porto, ove si trattenne all’odore delle galee cattoliche ultimamente entratevi. Era di 18 galee e 6 navi. L’Arcivescovo condottiere scrive al Duca di Ferrandina sfidandolo. Francesi d’essa armata con lanchie fanno danni a navigli piccoli delle Riviere. In Genova per ordine publico nelle chiese si pongono le 40 hore per ottener da Dio che non segua novità, temendosi che Francesi tentino nel porto d’ardere le galee cattoliche che minaciavano di voler fare. Si arma il muolo di artaglieria e passa nel Consiglio Minore che facendo Francesi nel porto qualche tentativo, li si dia delle cannonate et intimi al Generale. Si danno moschetieri per ordine publico a qualche navi che si ritrovavano nel porto per la guardia e sicurezza, massima all’Inglesi e Fiaminghi. Le galee della Republica armate guardano la bocca del porto di notte tempo. La nobiltà abbandona le ville di San Pier d’Arena. L’Arcivescovo cercò lo sbarco in Genova. Si scusa il darlo per lo sospetto della peste. Si tenne che il venire del Ferrandina nel porto di Genova sia stata inventione spagnuola per porre la Republica di mezzo. La sera de 12 parte l’Arcivescovo colle galee e navi prendendo il suo viaggio verso Levante. Il Magistrato della Sanità dà pratica all’Arcivescovo sudetto et a dieci de suoi a sua elletione. Non scende di galea.

40 - La mattina de 14 gionge lo stuolo delle galee di Napoli con fantaria. Naviga alla larga per non incontrarsi con l’armata francese. Sopra Finaro prende una barca francese che di Marsiglia passava a Livorno. Si ferma sopra San Pier d’Arena. Era di galee 14. La sera esce il Ferandina dal porto et unitosi con esso stuolo, doppo fatto una bella salva, unitamente si partono per Spagna. 41 - Raffaelle della Torre e Gio Domenico Pallavicino dal Palaggio mandati al Vescovo li offerono albergo a San Pier d’Arena o d’Albaro a sua elletione, non l’accetta, nel darli aviso d’haverli data pratica.

42 - (171 r.) Ne principii di settembre il Palaggio dichiara discoli Gio Battista Raggio e Michelle Imperiale, suo zio. Fa intendere a Bartolomeo Pensa, Abbate di San Bartolomeo del Fossato, consultore del sudetto Raggio et a tre altri preti secolari di mala fama che partino di Genova.

43 - Circa la mettà di settembre gionge in Genova Monsignor Giulio Cesare Bava,[4] Vicario Generale del Cardinale Steffano Durazzo Arcivescovo, per governo di questa chiesa, havendo lasciata questa carrica Agostino Marliano.

44 - Intorno li 20 cadono grandi acque dal cielo con danni di rilievo alle ville e mura di esse, per queste parti.

45 - Nel principio d’ottobre s’intende che per ordine del Re Cattolico siino stati trattenuti tutti i redditi constituiti ne Stati del suo Dominio a Gio Battista Raggio, nobile genovese, che importavano scuti 16.000 l’anno, per esser troppo partiale della Corona di Francia.

46 - La notte de 16 detto nella villa di Marassi furono da banditi e ladri fatti prigioni due fratelli Cavazza e condotti via perché si scuodessero con denari.

47 - Li 20 fu troncata una mano e poi la testa ad un certo Leveratto, che haveva rubbata la pisside et una lampada d’argento in Genova nella chiesa di San Pancratio, gratiato della testa per esser condennato alla forca.

48 - Li 21 ottobre, domenica, nel qual dì si celebra la festa di Sant’Orsola e compagne Vergini Martiri, i Reverendi Padri del convento e chiesa di Santa Maria della Costa di Sestri di Ponente, dell’ordine del Beato Pietro da Pisa, celebrano nella loro chiesa solenne translatione d’una testa d’una Vergine Martire compagna di Sant’Orsola, che li 19 di luglio di quest’anno donnò ad essa chiesa, in li atti di Gio Battista Aronio, Canceliere Archiepiscopale di Genova, Gio Antonio Gagliardo Giustiniano q. Oberto di proffessione medico, nativo d’esso luogo di Sestri, perché fosse collocata nella capella de Giustiniani situata in essa chiesa. Et in quel giorno stesso fu riconosciuta et approvata [da] Monsignor Theramo Carsano, Luogo Tenente del Reverendissimo Vicario Archiepiscopale, nelli atti dello stesso notaio, sendo stata alla presenza d’esso Monsignore Luogo Tenente riposta in cassetta decente li 14 d’agosto, come per scrittura in detti atti. Ricevè detta santa testa il Galiardo Giustiniano di Colonia Agrippina da Monsignor (171 v.) Marino Allifer, Vescovo Insulano, Nonzio Appostolico con autorità di Legato di Lattere ad tractum Rheni et Inferioris Germaniae, suo stato amico, con scrittura di tale donatione rogata in quella città da Bernardo Leppero, notaio di quell’Arvivescovado, nel 1638, li 15 di maggio. Et il sudetto Monsignor Nuntio l’hebbe insieme con un’altra nel 1637, li 4 di decembre, in essa città con scrittura rogata dal notaio sudetto, dal Padre M. Gio Filippo Fridet dell’ordine de Predicatori, Priore del monastero di Santa Croce di quella città et Inquisitore Generale, che la trasse d’essa chiesa.

49 - La notte de 24 a Peggi, nel palaggio del Prencipe Doria i suoi schiavi turchi strangolano uno christiano di loro guardia e si fuggono per terra. Sono ritrovati.

50 - Li 19 i Coleggi per grida publicano premio di scuti 300 d’argento al rivellatore di coloro che a Marassi con rappina condussero via i due fratelli Cavassa et immunità benché complice. Uno d’essi fratelli è lasciato per dar recapito al riscatto. S’intende che habbi mandata alli rapitori scuti 200, con che fu da loro rilasciato il fratello.

51 - Li 4 novembre il Doge e Coleggi per decreto visitano la nuova chiesa di San Carlo, situata nella nuova strada del Guastato, de Padri Carmelitani Scalsi e vi assistono alla messa maggiore in questo giorno per la festa d’esso Santo, come che fosse aperta di nuovo.

52 - Ne mesi d’ottobre, novembre, per ordine publico, da cittadini nobili particolari eletti per tale effetto, si fa nuova carratata de beni de particolari nelle due Riviere.

53 - Fine novembre: viene dalla Corte di Spagna ricapiti al Duchino Doria, fratello del Prencipe morto, perché passi al governo del Regno di Sardignia.

54 - La notte de 11 decembre muore nel palaggio del Signor Bartolomeo Lomellino in Moltedo il Padre Nicolò Pallavicino, Giesuita, statovi condotto infermo per cambiar aria e la mattina senza pompa fu il suo corpo portato a Genova.

55 - Il Padre Fra Gregorio Lizzio, genovese, religioso dell’ordine delli Armeni di San Baxilio del monastero di San Bartolomeo di Genova, dà fuori per mezzo della stampa un libro da lui composto, intitolato: Relatione del principio e stato della religione dei Frati di San Baxilio delli Armeni in Italia.[5]

56 - Il Senato delibera che si apra nuovo letto al fiume Magra perché sbocchi nel golfo della Spezia. Sopra di che scrisse un dilligente discorso Mario de Franchi, nobile genovese, che si vidde alla stampa.[6]




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[1] Viceré.

[2] La legatione.

[3] Viceré.

[4] Borea. Vedi 1642, 55; 1643, 21; 1645,12; 1646, 4.

[5] G. Bitio [non Lizzio], Relatione del principio e stato continuato della sagra religione de’ Frati de S. Basilio degli Armeni in Italia, Pavia 1640.

[6] Marco [non Mario] De Franchi, Discorso sopra la mutazione dell’alveo del fiume Magra deliberato dal Ser.mo Senato, G.M.Farroni, Genova 1641.


Agostino Schiaffino

Memorie di Genova
(1624-1647)

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