Criteri di trascrizione

Per la presente trascrizione (da cui ho escluso il periodo dal 1516 al 1623 che è molto lacunosamente coperto da annotazioni sparse e di scarso interesse) ho tenuto presenti tutti i manoscritti censiti, utilizzando come testo guida il ms. B.VI.5.20 della Biblioteca Civica Berio di Genova (che indico con A) e come principale fonte di collazione il ms. B.IV.5.15 della stessa biblioteca (che indico con B) e il ms. 110bis.E.35 dell’Archivio Storico del Comune di Genova (che indico con E). La numerazione che precede le singole notizie è un intervento mio. Le cifre in grassetto fra parentesi tonde indicano le carte corrispondenti in A. In nota segnalo le omissioni e riporto le aggiunte di B ed E rispetto ad A. Sono intervenuto per sciogliere le numerose abbreviazioni, per rendere all’uso moderno accenti, cifre e segni di interpunzione e, in pochi casi, per integrare o correggere il testo, che, come ho accennato, presenta frequenti lacune, fraintendimenti ed errori, specialmente nei nomi di persona o di luogo[1]. Le note che seguono chiariscono con esempi criteri e limiti di questi interventi, volti ad agevolare la lettura senza snaturare le caratteristiche linguistiche e strutturali del testo.

Criteri ortografici. Ho conservato le forme in tio, tia (negotio, congregatione), la congiunzione et, la h etimologica (huomo, hore, havere), le forme tipo Christo, Christiano e i plurali in ii (varii, monetarii, officii).

Punteggiatura, apostrofi e accenti. Ho provveduto ad un intervento seguendo l’uso moderno per punteggiatura e accenti (fù = fu; sù = su) e apostrofi (un’uomo = un uomo). Ho conservato però alcune forme del ms. (ad es. le forme tipo che’l, ch’el). La e cedigliata è sciolta in ae.

Oscillazioni grafiche. Le oscillazioni grafiche, quando la lettura lo consente, sono state tutte conservate. Nei casi dubbi si sono trascritte le parole seguendo il criterio della maggioranza delle forme. Tra le oscillazioni più diffuse segnalo: alegrezze, allegrezze; alloggiare, allogiare, alogiare; apostolico, appostolico; archibugio, archibuggio; avanti, avvanti; aviso, avviso; canoni, cannoni; carriche, cariche; contagione, contaggione; corsari, corsali; coio, cuoio; doge, duca; fabricare, fabbricare; fanteria, fantaria; fera, fiera; galera, galea; monachi, monaci; officio, ufficio; oleo, oglio; palazzo, palaggio; picciolo, piccolo; provedere, provvedere; sabato, sabbato; sepelito, sepellito. Sono pure conservate le forme dei cognomi delle famiglie, che nel testo sono normalmente declinate (Lomellino, Lomellini, Lomellina), i nomi di luogo (Fassolo, Fasciolo, Fasciuolo; Peggi, Pegli; Ponzevera, Polcevera; Svetia, Svezia; Ungaria, Ongaria; Varazze, Varagine) e di persona (Luca, Lucca; Paulo, Paolo; Stefano, Stephano; Zappata, Zappatta).

Maiuscolo e minuscolo. Nel testo abbondano le maiuscole. Il loro uso appare altalenante e contraddittorio rendendo difficoltoso un comportamento uniforme nella globalità dell’edizione. Fornisco di seguito alcuni criteri seguiti:
- i nomi dei mesi, nel testo quasi sempre maiuscoli, sono dati minuscoli secondo l’uso moderno;
- titoli nobiliari ed ecclesiastici, cariche pubbliche, ordini religiosi, professioni, nomi di organi istituzionali, quasi sempre maiuscoli sono per lo più conservati (il Re di Francia, Don Carlo Doria, il Cardinale Archivescovo, i Teatini, il Magistrato delle Galee, il Doge etc.);
- gli aggettivi di nazionalità, quasi sempre maiuscoli, sono resi minuscoli (Genovese = genovese; Spagnuolo = spagnuolo etc.); maiuscoli i pronomi secondo l’uso moderno.

Numeri e cifre. Le migliaia, nel testo espresse dalle cifre sopralineate, sono state rese modernamente; le cifre romane sono state trascritte in cifre arabe (scudi C d’argento = scudi 100 d’argento). I numerali ordinali, nel testo espressi in cifre arabe, sono dati in romane (Paolo 5 = Paolo V; Filippo 4 = Filippo IV; Enrico 4 = Enrico IV). Sono state anche modernizzate forme tipo Paolo quinto = Paolo V.

Nella trascrizione mi sono servito dei seguenti segni grafici:

               <...>        parola illegibile
               <   >        lettura incerta
                ...           lacuna nel testo
               [  ]          intervento mio




[1] Qualche esempio oltre quelli già indicati sopra. 1635, 14: "Amadeo" per Armando (si tratta di Richelieu). 1635,29: "Spontorono" per Spotorno. 1637, 71: "Aste" per Este. 1640, 22: "l'allegatione" per la Legatione. Spesso quando il copista non capisce un nome di persona indica la lacuna con una N. Correggo gli errori solo nei casi di più difficile individuazione.





Agostino Schiaffino

Memorie di Genova
(1624-1647)

*
Indice
Abbreviazioni
Criteri di edizione
Indice dei nomi


Carlo Cabella
Introduzione
1a 1b 1c 1d
2a 2b 2c 2d 2e


Agostino Schiaffino
Memorie di Genova
1624 1625 1626
1627 1628 1629
1630 1631 1632
1633 1634 1635
1636 1637 1638
1639 1640 1641
1642 1643 1644
1645 1646 1647


*

HOME

*

quaderni.net

 
amministratore
Claudio Costantini
*
tecnico di gestione
Roberto Boca
*
consulenti
Oscar Itzcovich
Caterina Pozzo

*
quaderni.net@quaderni.net